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Rubber ducking about stuff.

Web Semantico emergente

Scritto il 18/04/2007 da Alessandro Martin.    

Prendi una persona e spiegagli cos’è il web semantico. Immagina che abbia capito almeno i due terzi di quello che hai detto (già è molto). Beh probabilmente la prima domanda che a quella persona verrà in mente è: “Bello! Ma che me ne faccio?”

Già perché tutta questa storia dell’arricchire ogni risorsa di valore semantico sembra un po’ lontana dall’esperienza di chi con Internet vive e lavora ma non ha nessuna intenzione di creare un nuovo web (ne di salvare il mondo). Molti vorrebbero solo risolvere qualche piccolo problema contingente o trovare vie più comode per fare quello che fanno quotidianamente senza voler essere il regista di un piano globale. Qualcuno prima di me si è già posto il problema pensando ad un diverso approccio al web semantico, un approccio per cui la componente semantica non viene stabilita a priori da una comunità o da una autorità ma nasce da soluzioni sviluppate di volta in volta per risolvere problemi comuni. Queste soluzioni, chiamate “microformats”, sono create pensando prima all’uomo e solo successivamente alla macchina. E’ un po’ come chiedersi: “chi costruisce un edificio, i muratori o l’architetto?”. Nel caso del web semantico emergente e “a misura d’uomo” la comunità degli sviluppatori crea una serie di mattoni o meglio di piccole strutture, i microformats, che aggiungono valore semantico al web per come lo conosciamo oggi.

I microformats hanno avuto un bel pò di successo per supportare quello che veniva definito social web, ovvero quello strato dell’Internet fatto non di collegamenti fra dati e informazioni ma piuttosto di relazioni fra persone. Ora tutti parlano di Web 2.0 per indicare qualunque cosa e quindi il termine social web gira un pò meno.

Facciamo un esempio. Cos’è un link all’interno di un una risorsa web? In termini molto generali è un collegamento ad un’altra risorsa, nulla di più. Un link, in genere, non da nessuna informazione sulla risorsa a cui si riferisce né tanto meno dice qualcosa sul rapporto che intercorre fra le risorse collegate. Un bel problema soprattutto se invece che documenti volessi collegare persone.

Chi gestisce un blog conosce questo problema molto bene. La comunità dei blogger si nutre di continui rimandi ad articoli scritti da altri blogger, qualcuno quindi si è posto il problema di descrivere in qualche modo le relazioni che intercorrono fra chi cita un articolo e l’autore dell’articolo citato. XFN (Xhtml Friends Network) è un progetto che, nell’ottica di creare un web semantico a “misura d’uomo”, ha formalizzato un semplice modo per descrivere le relazioni all’interno di un network. In pratica, si tratta di aggiungere nei documenti HTML e XHTML una serie di valori all’attributo rel di un link ipertestuale. Nal caso particolare dei blog XFN permette all’autore di indicare quale dei suoi blog preferiti appartiene a persone che conosce personalmente, quali appartengono ad amici o a colleghi ecc… Con l’uso di CSS è anche possibile visualizzare in modo diverso i link che appartengono ad amici piuttosto che a colleghi di lavoro. Si, ma cosa me ne faccio? In questi casi il valore non sta tanto nel microformats in sè ma nell’uso che se ne può fare.Non è infatti particolarmente difficile costruire un programma (un parser) che sulla base della lettura di un certo numero di link costruisca ad esempio un grafo con archi pesati in modo da dare:

  • una rappresentazione grafica ed intuitivamente comprensibile del network di relazioni in cui una certa persona è inserita
  • una serie di informazioni basate sui percorsi (gli archi) che connettono i vari nodi del grafo. Ad esempio quanto i nodi sono connessi e qual’è il peso ovvero il tipo di relazioni che intercorrono fra i nodi.

L’analisi di tali grafi potrebbero dire molte cose alle scienze sociali oltre che al marketing.

Ovviamente non si può pensare che l’utente medio del Web, anche se blogger smaliziato, abbia le competenze o soprattutto la voglia di modificare il codice a mano per modificare opportunamente un link. Ecco che il problema si sposta sulle interfacce, che possono decretare o meno il successo di una idea. XFNha ottime possibilità di svilupparsi grazie anche al fatto che una piattaforma di blog molto diffusa come Wordpress integra nel pannello di gestione un sistema per la creazione di link per rendere il tutto più semplice. Chi non usa Wordpress può vedere qualcosa di simile qui

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