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Rubber ducking about stuff.

Google, le API e la gastrite

Scritto il 06/11/2009 da Alessandro Martin.    


Avevo accolto con entusiasmo la scelta di Google di abbandonare le vecchie API SOAP in favore di una interfaccia REST mille volte più semplice. SOAP ha sempre funzionato meglio sulla carta che nella realtà e mi è sempre sembrata una orribile allucinazione indotta da una temporanea sbornia di XML.

Non augurerei a nessuno quello che ho dovuto patire io per far parlare un client SOAP in PHP con un web service Java che dall’assolata isola di Creta non ne voleva sapere di mandare messaggi sensati. Alzi la mano chi ha le mie stesse cicatrici, so che siete in tanti. In questi giorni mi sono preso un po’ di tempo per smanettare un po’ con le nuove AJAX API ed ho rischiato di farmi venire una gastrite.

Il servizio di web search risponde in modo eccellente, peccato che i risultati non siano per niente consistenti con quelli restituiti dalle normali ricerche via browser: ranking delle risorse differente, pagine che secondo le API non sono indicizzate mentre nella ricerca utente sono visibilissime ecc… Io capisco perfettamente la necessità di impedire lo scraping delle SERP per risparmiare risorse, ma allora perché non fornire risultati sensati? Questo thread sull’issue tracker delle API rende bene l’idea della situazione di frustrazione degli sviluppatori.

Particolarmente significativo poi è l’ultimo messaggio:

They use fancy javascript to stop people from using stuff like CURL to scrape results directly and then make the only remaining method inconsistant at best. Epic fail…

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