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Rubber ducking about stuff.

SEOMoz, Karl Popper ti odia

Scritto il 13/06/2010 da Alessandro Martin. Ultima modifica 13/10/2012.    

In questi giorni ho avuto l’occasione di assistere allo SMX Advanced a Seattle. Potrei parlare bene di tante cose che ho visto e sentito e male di molte altre. Siccome a parlar male si fa peccato ma ci si diverte di più ecco tre ragioni per cui l’intervento di Rand Fishkin è stato forse il peggiore della conferenza.

Rimando al sito di SEOMoz per la descrizione dettagliata dell’intervento e dello studio che ci sta dietro.

  1. Se si voleva portare un po’ di scientificità nel SEO, i ragazzi di SEOMoz hanno fallito miseramente. Il metodo scientifico prevede che si formuli un ipotesi e che questa venga poi confermata o smentita dai dati. Quello che hanno fatto quelli di SEOMoz è invece raccogliere un po’ di dati e fare delle considerazioni a posteriori aggiustado e stiracchiando l’interpretazione quando i dati sono in palese contraddizione con il buon senso. Karl Popper vi odia.

  2. Il campione di query preso in condiderazione è piccolo e non abbastanza variegato per essere rappresentativo, inoltre i massimo fattore di correlazione individuato è 0.35, che mi sembra un po’ pochino per dire qualunque cosa di significativo.

  3. Come suggeriva lo stesso Matt Cutts all’SMX, predendo nemmeno tanto velatamente in giro l’intervento di Fishkin, al posto di correre dietro gli algoritmi dei motori sarebbe meglio correre dietro agli utenti. Se è vero che gli utenti scelgono per mezzo dei motori di ricerca quali siti visitare è anche vero che i motori si evolvono sempre di più per riuscire a soddisfare le preferenze dell’utente. Quindi invece che impazzire cercando di fare goffi tentativi di reverse engineering di uno strumento tanto complesso perché non saltare un passaggio e guardare allo stesso obiettivo a cui puntano i motori di ricerca?

Sulla SEO si è detto ormai tutto. Ho l’impressione che con questi studi pseudo scientifici si stia cominciando a grattare il fondo del barile. Peccato che pochi se ne siano accorti visto che i commenti al post su SEOMoz dove viene raccontato questo studio sono positivi al 90%.

Grazie alla SEO Geek newsletter ecco tre articoli che spiegano perché l’analisi di SEOMoz lascia il tempo che trova (per parlarne bene).

SEO seomoz