Think Pragmatic!

Rubber ducking about stuff.

Überlove

Scritto il 28/01/2012 da Alessandro Martin.    

Ispirato dal post di Enrico sul suo SEO Quotidiano mi sono reso conto che dovrei anche io celebrare un traguardo simbolico raggiunto da un piccolo progetto che ho portato avanti nel tempo libero e che mi ha insegnato un po’ di cose.

Übersuggest è nato — per quanto posso ricordare — nel maggio del 2010 dall’evoluzione di un Google Suggest Scraper un paio d’anni più vecchio. A dicembre del 2011 Ubersuggest ha raggiunto i diecimila utenti unici, un traguardo che concretamente non vuol dire nulla, ma mi ha fatto riflettere su come un progetto nato per caso e sviluppato nel pochissimo tempo libero potesse diventare utile a così tante persone.

Questo risultato mi stupisce ancora di più se penso di non averci in realtà mai creduto molto: mi sembrava una cosa troppo semplice perché potesse interessare qualcuno. Potete immaginare quindi il mio stupore quando il mio piccolo è stato menzionato prima durante l’SMX Avanced a Londra nel 2011 e dopo in diverse altre conferenze in giro per il mondo.

In tutta questa storia ho imparato alcune piccole lezioni che voglio provare a condividere.

-Iniziare in piccolo è meglio che non iniziare. Se avessi aspettato che Übersuggest fosse perfetto non averei mai pubblicato nulla. Anche in questo momento ci sono bug irrisolti, ma nel frattempo la gente lo usa con una certa soddisfazione e questo mi motiva a lavorarci ancora. Il che mi porta alla seconda lezione.

  • Gli utenti non vogliono la perfezione ma software che funziona. Piccoli bug finiscono per essere sopportati se le funzionalità principali rimangono vive.

  • Gli utenti sono esigenti, anche quando il servizio è gratis. Übersuggest è gratis e, come spiego chiaramente nelle FAQ è sviluppato nel mio (scarso) tempo libero. Nonostante questo questo quando ci sono stati momenti di down la gente ha cominciato a lamentarsi, con toni nemmeno troppo gentili.

  • Anche le cose più semplici richiedono tempo e costanza. Anche un piccolo progetto come questo ha finito per farmi sentire responsabile nei confronti di tutti gli utenti che lo utilizzano quotidianamente. Dare un’occhiata alle menzioni su Twitter, sistemare qualche piccolo bug, pensare a come migliorare l’applicazione, o a come farci qualche soldo, finisce per assorbire molto più tempo di quello che uno potrebbe immaginare. Soprattutto richiede costanza per mantenere una specie di implicita promessa fatta agli utenti e che mi sentirei un po’ male ad infrangere. Ma forse sono solo io che mi faccio un sacco di menate.

Tutto qui. Übersuggest potrebbe avere domani una versione premium a pagamento oppure potrei finire per abbandonarlo. Oppure ancora qualcuno potrebbe fare un tool migliore, o Google potrebbe decidere di ammazzare la API (che del resto non è ufficiale). Oppure…

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