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May 12th, 2012 — Motori di ricerca

Photo Credit: destino2003 (diegofornero.it) via Compfight
Ieri ad una conferenza un tizio che non fa il SEO ha detto che dobbiamo cambiare il modo di pensare alla SEO. Ha detto che dobbiamo pensare alla SEO come una cosa che ha a che fare con le persone e non con gli algoritmi, e che alla fine le persone sono più interessanti degli algoritmi.
A parte il fatto che nella vita mi è capitato di incontrare persone che erano parecchio meno interessanti di certi algoritmi, io a questo signore qui vorrei dire che, se lui ha capito a maggio del 2012 che la SEO ha a che fare più con le persone che con gli algoritmi sono contento per lui. E poi vorrei dirgli:
“Caspita, eravamo in pensiero, come mai tutto questo ritardo? Trovato traffico? La pizza è un po’ fredda e la birra un po’ calda ma se non sei troppo affaticato per la corsa puoi sederti a mangiare con noi…”
E e poi vorrei fargli vedere questa sequenza qua di Caro Diario.
January 28th, 2012 — Motori di ricerca, programming

Ispirato dal post di Enrico sul suo SEO Quotidiano mi sono reso
conto che dovrei anche io celebrare un traguardo simbolico raggiunto da un
piccolo progetto che ho portato avanti nel tempo libero e che mi ha insegnato
un po’ di cose.
Übersuggest è nato — per quanto posso ricordare –
nel maggio del 2010 dall’evoluzione di un Google Suggest Scraper un paio d’anni
più vecchio. A dicembre del 2011 Ubersuggest ha raggiunto i diecimila utenti
unici, un traguardo che concretamente non vuol dire nulla, ma mi ha fatto
riflettere su come un progetto nato per caso e sviluppato nel pochissimo tempo
libero potesse diventare utile a così tante persone.
Questo risultato mi stupisce ancora di più se penso di non averci in realtà mai
creduto molto: mi sembrava una cosa troppo semplice perché potesse interessare
qualcuno. Potete immaginare quindi il mio stupore quando il mio piccolo è stato
menzionato prima durante l’SMX Avanced a Londra nel 2011 e dopo in diverse altre
conferenze in giro per il mondo.
In tutta questa storia ho imparato alcune piccole lezioni che voglio provare a condividere.
- Iniziare in piccolo è meglio che non iniziare. Se avessi aspettato che
Übersuggest fosse perfetto non averei mai pubblicato nulla. Anche in questo
momento ci sono bug irrisolti, ma nel frattempo la gente lo usa con una certa
soddisfazione e questo mi motiva a lavorarci ancora. Il che mi porta alla
seconda lezione.
- Gli utenti non vogliono la perfezione ma software che funziona. Piccoli
bug finiscono per essere sopportati se le funzionalità principali rimangono
vive.
- Gli utenti sono esigenti, anche quando il servizio è gratis. Übersuggest
è gratis e, come spiego chiaramente nelle FAQ è sviluppato nel mio (scarso)
tempo libero. Nonostante questo questo quando ci sono stati momenti di down
la gente ha cominciato a lamentarsi, con toni nemmeno troppo gentili.
- Anche le cose più semplici richiedono tempo e costanza. Anche un piccolo
progetto come questo ha finito per farmi sentire responsabile nei confronti
di tutti gli utenti che lo utilizzano quotidianamente. Dare un’occhiata alle
menzioni su Twitter, sistemare qualche piccolo bug, pensare a come migliorare
l’applicazione, o a come farci qualche soldo, finisce per assorbire molto più
tempo di quello che uno potrebbe immaginare. Soprattutto richiede costanza
per mantenere una specie di implicita promessa fatta agli utenti e che mi
sentirei un po’ male ad infrangere. Ma forse sono solo io che mi faccio un
sacco di menate.
Tutto qui. Übersuggest potrebbe avere domani una versione premium a pagamento
oppure potrei finire per abbandonarlo. Oppure ancora qualcuno potrebbe fare un
tool migliore, o Google potrebbe decidere di ammazzare la API (che del
resto non è ufficiale). Oppure…