photo credit: gilesclement
Nella maggioranza dei casi quando ho avuto a che fare con progetti di brand reputation le cose sono andate più o meno così: il cliente ha fatto una fesseria o si è comportato male, la gente lo è venuto a sapere ed ha cominciato a parlarne, il cliente ha cercato qualcuno che ripulisca (!!!) le SERP dai risultati che mettono in cattiva luce il brand. Ora, rullo di tamburi, voglio svelare la ricetta infallibile per risolvere il problema di reputazione di qualunque brand.
- Ficcati in testa che il problema sei tu, non i motori di ricerca.
- Smetti di fare il cattivo: identifica ed elimina la causa primaria del tuo problema di reputazione
- No davvero, smettila: chiedere scusa è un buon inizio, essere trasparenti è meglio
- Non avere paura: usa i motori di ricerca per parlare a quelli che hanno problemi con il tuo prodotto
Facile no? Altro che spazzini del web.
UPDATE. Come mi fa notare indirettamente il buon SEO Anziano nei commenti, andrebbe aggiunto un’altro punto
- Accetta il fatto che le persone sono libere di esprimere il proprio parere sul Web. Non puoi farci nulla (per fortuna).
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7 comments ↓
Non sempre i casi sono cosi’ semplici. Ci sono e ci saranno anche esempi di astroturfing che non dipendono direttamente dal “cattivo” di turno, anche se la maggioranza dei casi rientra nella casistica da te descritta.
Ne parlavo qua: http://blog.teammatelabs.com/post/2009/08/10/Recensione-negative-come-combattere-il-cancro-della-rete.aspx
Ottimo articolo, concordo in pieno… anche se non è così facile, nell’eventualità, riuscire a parlare con tutte le persone che hanno avuto problemi con un prodotto/servizio
Per questo motivo parlo di “usare i motori” per parlare a queste persone. Ti faccio un esempio: una ditta di automobli produce il modello “K” che è difettato. La cosa diventa di dominio pubblico e tutti ne parlano e cercano sui motori ad esempio “difetti modello K” o cose del genere. Solitamente queste ricerche danno come risultati news oppure forum o cose di questo genere. Perché l’azienda non dovrebbe creare una o più pagine per rispondere al bisogno informativo di queste persone, magari spiegando che le auto difettate sono state ritirate dal mercato ed i consumatori rimborsati e che d’ora in poi i test saranno ancora più severi… In questo modo avrebbero la possibilità di parlare a tutti quelli che hanno avuto problemi o a quelli, ancor di più, che si faranno una idea sui loro prossimi acquisti a partire da questo evento.
Hai ragione Andrea, ma si sa che quelli che fanno astroturfing poi finiscono all’inferno
All’astroinferno casomai
Vorrei segnalare che, grazie a Dio, esistono anche clienti/aziende capaci di affrontare i problemi di brand reputation con uno spirito totalmente diverso…
http://seontology.it/2010/01/brand-reputation-management/